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Le 4 migliori tecniche di coltivazione idroponica - Growrilla Hydroponics Le 4 migliori tecniche di coltivazione idroponica - Growrilla Hydroponics

Esistono diversi modi per coltivare le piante. Sta crescendo la popolarità della coltivazione idroponica, ovvero coltivare le piante senza l’utilizzo della terra, o per chiamarla in un altro modo ” fuori suolo”.

Fondamentalmente in idroponica le piante crescono all’interno di un substrato inerte ( generalmente non organico e privo di sostanze nutritive) , costituito da materiali che possono variare dall’argilla espansa, perlite, fibra di cocco, lana di roccia o semplicemente acqua ( DWC). Le sostanze nutritive di cui necessita la pianta vengono fornite direttamente alle radici attraverso una soluzione a base di acqua e sali minerali.

Quando si progetta una coltivazione idroponica, bisogna prendere in considerazione vari fattori quali il tipo di pianta (es pomodori, fragole o insalata), il luogo in cui verrà montato ( coltivazione indoor o serra esterna), la dimensione del sistema  o l’ambiente.

Tutti questi fattori influenzano la scelta del tipo di tecniche da utilizzare e di conseguenza

Ti mostreremo le 4 migliori tecniche di coltivazione idroponica, tra di esse nessuna è la migliora ma ognuna è perfetta da utilizzare in base ad una situazione specifica. Noi di Growrilla Hydroponics ti mostreremo quale tipo di tecnica di coltivazione idroponica da utilizzare in una data situazione adeguata alle tue esigenze.

 

Tecnica Coltivazione Idroponica in DWC

DWC , acronimo di Deep Water Culture, ovvero coltivazione in acqua profonda è una tecnica di coltivazione idroponica che consiste nel fare crescere le piante in una soluzione altamente ossigenata a base di acqua e fertilizzanti.

Rispetto agli altri metodi di coltivazione idroponica, che usano un substrato inerte come argilla espansa, lana di roccia, perlite etc.. per la propagazione
radicale, in DWC le radici sono completamente ( o quasi) immerse all’interno della soluzione che farà sia da substrato che da vettore per i nutrienti.

E’ possibile quindi coltivare grosse piante con un impiego minimo di substrato, basta infatti una manciata di argilla espansa in cui fare attecchire la giovane piantina e sostenerla fin quando le radici fuoriuscendo dal vaso saranno in grado di svilupparsi nella soluzione. Per questo motivo la coltivazione in acqua profonda può essere considerata una via di mezzo tra l’idroponica tradizionale e l’aeroponica.

 

I vantaggi del coltivare in DWC possono essere riassunti in:

  • Crescita accelerata, in quanto la maggiore concentrazione di ossigeno alle radici stimola l’assorbimento dei nutrienti ed il metabolismo della pianta
  • Incremento della produzione: le piante coltivate in DWC hanno rese maggiori rispetto a quelle coltivate in terra
  • Impiego minimo di substrato: non sarà più necessario muovere grossi volumi di terra o altri substrati in quanto basta una minima quantità di argilla espansa per coltivare piante di grosse dimensioni
  • Poca manutenzione : non ci sono gocciolatoi che potrebbero intasarsi o pompe ad acqua che nell’eventualità di un malfunzionamento bloccherebbero l’irrigazione delle piante. Anche nel caso di un black out, le piante coltivate in DWC sopravvivrebbero

La coltivazione in acqua profonda si presta meglio in quelle situazioni dove la temperatura può essere controllata, in particolare quella dell’acqua, per questo motivo si prestano bene ad essere utilizzati in indoor  per la coltivazione di piante di medie o grosse dimensioni. Sono invece meno indicati nei luoghi molto caldi, a meno che non si utilizzi un sistema di refrigerazione  della soluzione come un chiller.

Se vuoi avere maggiori informazioni su questa tecnica, leggi la nostra guida completa sulla coltivazione in DWC: CLICCA QUI

Una variante della coltivazione in acqua profonda sono i cosiddetti floating system,  utilizzati principalmente per la coltivazione di insalate, dove le piante vengono alloggiate su dei pannelli che galleggiano all’interno di una vasca. Le radici crescono immerse nella soluzione, che deve essere ossigenata da pompe di movimento o aeratori.

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Tecnica Coltivazione Idroponica NFT ( Nutrient Film Tecnique)

Si basa sul principio che la radice della pianta cresca e si sviluppi a contatto con velo d’acqua che scorre in continuo, in questo modo viene continuamente arricchito dallo scambio gassoso con l’ossigeno presente nell’aria e le radici assorbono così i nutrimenti e l’ossigeno presenti nella soluzione.

In genere questi sistemi sono composti da canaline forate, collegate ad un serbatoio di accumulo  e da una pompa che mantiene costantemente la soluzione in circolo. E’ importante che la pompa lavori sempre, nel caso di un arresto la soluzione cesserebbe di arrivare alle radici che potrebbero seccare in poche ore.

Questo sistema si presta bene a diversi tipi di pianta, dalle insalate, alle fragole o piante più grosse, si può infatti adattare la dimensione delle canaline e la distanza dei fori, cosi come la disposizione nello spazio in particolare quando lo si vuole sfruttare verticalmente.

Tecnica di coltivazione idroponica Vasi Olandesi

E’ un vaso di plastica, di base quadrata o rettangolare, con una forma particolare che ne permette la disposizione lungo una linea di scarico che porta ad una tanica di accumulo. Da questa, attraverso una pompa la soluzione viene distribuita dall’alto ad ogni vaso, irriga le radici e defluisce nuovamente attraverso il canale di scarico.

Nei vasi olandesi le radici delle piante crescono all’interno di argilla o perlite, materiali con un buon potere drenante che lasciano passare al loro interno molta aria e quindi ossigeno. Attraverso dei gocciolatoi le pianta riceve l’acqua e nutrimenti necessari. Un sinfonico presente al fondo di ogni vaso fa in modo che rimanga sempre a disposizione qualche centimetro di soluzione che in caso di black out farebbe da riserva dando al coltivatore più margine di tempo per intervenire.

Un altro grosso vantaggio è che si prestano ad essere montati in modo personalizzato, è possibile variare la distanza tra di loro, possono essere disposti su piani diversi o ad essere spostati facilmente da un luogo ad un altro ( ad esempio in indoor possono essere trasferiti dalla stanza di vegetativa a quella di fioritura)

Questo sistema e abbastanza facile da realizzare e si presta molto bene all’uso sia in serre domestiche che serre commerciali.

Tecnica di Coltivazione Idroponica su lastre di cocco

Il cocco è un substrato con ottime caratteristiche per la coltivazione in idroponica, ha un buona ritenzione idrica, protegge l’apparato radicale e allo stesso tempo offre un ottimo passaggio d’aria e quindi una migliore ossigenazione

La fibra di cocco prima di poter essere utilizzata per questo scopo viene lavata e filtrata, poi disidratata e compattata in blocchi o lastre che lo rendono comodo per lo stoccaggio. Queste prima di essere riutilizzate devono essere reidratate, a questo punto la fibra assorbirà l’acqua aumentando di volume fino a 5 volte.

Essendo un substrato inerte, quindi privo di sostanze nutritive, queste dovranno essere fornite attraverso una soluzione nutritiva, che verrà somministrata ad intervalli di tempo attraverso dei gocciolatori con una serie di cilci giornalieri.

Un’ altro grosso vantaggio è la possibilità di essere riutilizzato e poter coltivare per 2 o 3 cicli con lo stesso substrato.

Le lastre di cocco si prestano alla coltivazioni di tutte le piante, ed in particolarmente sono molto popolare nelle coltivazioni di fragole. Le lastre possono essere disposte su canaline o supporti aerei che rendono facile il lavoro del coltivatore oltre che la raccolta.

Conclusioni

Non esiste quindi un sistema perfetto o migliore di altri,  a seconda delle proprie esigenze e dell’esperienza ogni coltivatore potrà trovare più funzionale un sistema rispetto ad un altro.

Noi di Growrilla Hydroponics consigliamo di iniziare con la tipologia di coltivazione che soddisfa le tue esigenze ed aspettative.  Non esiste un sistema perfetto o migliore di altri, è importante valutare bene i vari aspetti che possono influenzare la scelta del sistema è comprendere a fondo quale tecnica sarà in grado di esprimere al meglio il potenziale del vostro guardino idroponico.

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